Storia e tradizione

La pianta del Genepì è profondamente legata alla tradizione delle popolazioni alpine

Fin dal Medioevo, questa pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Artemisie, veniva utilizzata in infusi e decotti come digestivo e tonico per le sue proprietà curative.
Grazie ai suoi effetti digestivi, febbrifughi e balsamici, si è guadagnata nel tempo il soprannome di “Aspirina di Montagna”.

 

Nella cultura popolare, il Genepì era considerato anche un "amuleto" contro il mal di montagna.

Dove si trova

Il Genepy nasce dove l’aria è più sottile e il silenzio della montagna incontra la luce del sole.

Cresce spontaneamente tra i 2000 e i 3000 metri, aggrappato ai pendii rocciosi e ai terreni morenici delle Alpi Occidentali.

In queste terre, dalla Valle d’Aosta al Piemonte, fino ad alcune vallate della Lombardia,  trova il suo habitat naturale, mentre resta assente nelle Dolomiti.

È una pianta forte e tenace, capace di sopravvivere dove pochi altri vegetali riescono, e proprio da questa forza nasce il suo profumo inconfondibile.

Coltivazione e raccolta

In passato, il Genepy veniva raccolto spontaneamente, ma oggi la raccolta in molte aree è vietata o consentita solo con particolari permessi.

Proprio per questo motivo, negli ultimi anni si sono sviluppate le coltivazioni, che hanno conosciuto importanti progressi grazie agli studi e alle sperimentazioni condotti da istituti agricoli e università; in Valle d’Aosta, in particolare, un ruolo fondamentale è stato svolto dall’Institut Agricole Régional.

Le coltivazioni si trovano in genere tra i 1600 e i 2200 metri di altitudine e vengono curate in modo completamente naturale, senza l’uso di pesticidi, per preservare l’autenticità di una tradizione che affonda le radici nella montagna stessa.

Il processo di lavorazione